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Salerno, Terra Socialista e Risorgimento Socialista: “Un mese (circa) di De Luca: propaganda, muscolarismo e irresponsabilità” Attualità zonarcs 

Salerno, Terra Socialista e Risorgimento Socialista: “Un mese (circa) di De Luca: propaganda, muscolarismo e irresponsabilità”



 Terra Socialista e Risorgimento Socialista, che nelle elezioni comunali del 24 e 25 maggio scorso hanno eletto nella lista di Alleanza Verdi e Sinistra il consigliere comunale Rino Avella – primo degli eletti tra le fila dell’opposizione con oltre mille preferenze – intendono esprimere una valutazione netta e senza ambiguità sulle prime tre settimane di governo di Vincenzo De Luca a Palazzo di Città.

Quello che abbiamo visto in questo abbrivo di consiliatura più che l’inizio di una nuova stagione amministrativa è la riproposizione di un vecchio copione: annunci roboanti, iniziative di facciata, propaganda quotidiana. E, sullo sfondo, problemi concreti lasciati senza risposta.

La rottamazione quinques: i salernitani trasformati in bancomat

Il primo atto politico concreto del neo sindaco De Luca è stato un no secco alla rottamazione quinques, il provvedimento nazionale di definizione agevolata delle cartelle esattoriali che avrebbe consentito a migliaia di famiglie e piccoli commercianti salernitani di mettersi in regola con il Comune pagando meno. Un atto atteso. Un atto già avviato dal Commissario Prefettizio. Un atto che De Luca ha cancellato con una sola dichiarazione.

La motivazione addotta è quella di un comune “vigilato speciale” dai Ministeri dell’Interno e dell’Economia, legato a un piano di stabilità per evitare il dissesto. E qui sta il punto politico che De Luca non vuole affrontare: chi ha prodotto quella situazione finanziaria? Chi ha governato questa città, direttamente e per interposta persona, senza soluzione di continuità per oltre trent’anni? La risposta la conoscono tutti i salernitani.

De Luca è il prodotto del sistema che egli stesso denuncia. Parlare di “eredità finanziaria pesante” equivale ad accusare sé stesso e la propria filiera politica trentennale.

Quel che rimane è il fatto: chi doveva pagare il doppio può farlo. Chi era in difficoltà non ha avuto scampo. Le famiglie stremate dalla crisi e i piccoli commercianti salernitani sono stati abbandonati al loro destino nel nome di una stabilità finanziaria che De Luca stesso ha contribuito a compromettere.

Oltretutto, con il no alla rottamazione il Comune rinuncia alla possibilità di un gettito supplementare, seppur contenuto. L’adesione alla rottamazione apriva alla possibilità che una parte dei cittadini morosi, sgravati dagli interessi e dalle penali, provvedesse a mettersi in regola. Ora, chi non ha pagato finora continuerà a non pagare.

E sullo sfondo, si va materializzando lo spettro della TaRi, la tassa sui rifiuti che, a Salerno, è tra le più alte d’Italia.

Il N.O.S.: uno sceriffo senza città

Il secondo atto simbolico del nuovo mandato è l’istituzione del Nucleo Operativo Sicurezza (N.O.S.), reparto speciale della Polizia Municipale composto da una ventina di unità scelte, approvato con delibera di Giunta il 15 giugno scorso. Missione dichiarata: combattere microcriminalità, accattonaggio molesto, spaccio, abusivismo, parcheggiatori abusivi, degrado urbano.

Terra Socialista e Risorgimento Socialista non sono contrari alla sicurezza. Siamo contrari alla spettacolarizzazione della sicurezza, che è cosa assai diversa.

La delibera stabilisce che il N.O.S. sarà coordinato “direttamente dal sindaco”. Gli agenti potranno operare in borghese per “documentare e prevenire condotte di mendicanza insistente, molesta o intimidatoria”. Potranno identificare cittadini stranieri e avviare “procedure di espulsione o accompagnamento presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio”. Così De Luca alla conferenza di presentazione ha spiegato la catena di comando: “Io coordino e il comandante comanda”. Inammissibile.

Cosa c’è di sbagliato in questo? Tutto. Non perché la sicurezza non sia un valore ma perché quello che De Luca mette in campo, fregandosene del TUEL, delle altre leggi ordinarie in materia di ordine pubblica e sicurezza urbana, ma prim’ancora della Costituzione Repubblicana, è un reparto di pronto impiego personale. Una sorta di milizia coordinata direttamente da lui, con poteri di sorveglianza discrezionale sulle fasce più vulnerabili della popolazione: i poveri, i mendicanti, i migranti. È un modello securitario che scambia il controllo sociale con la sicurezza dei cittadini. Ed è un modello che la nostra cultura socialista ci impone di definire come irricevibile.

Il N.O.S. non contrasterà la criminalità organizzata, non risolve il problema della microcriminalità, non riduce la povertà. Serve a De Luca per dire ai salernitani: vedete? Sono tornato, e finalmente “la ricreazione è finita”. È pura comunicazione politica. In divisa.

Universo Beach: la spiaggia che non c’è

E poi c’è Universo Beach. Ovvero il simbolo più eloquente di ciò che non funziona in questa città e in questa classe dirigente.

Nell’estate del 2025 Vincenzo De Luca, allora ancora presidente della Regione Campania, ha inaugurato tra squilli di fanfare il ripascimento del litorale tra Torrione e Pastena: nuova sabbia bianca e fine, arenile allargato di settanta metri verso il mare, la spiaggia più bella della città finalmente restituita ai salernitani. Fotografie, video, conferenza stampa, applausi. E gli immancabili paragoni: Ipanema, Copacabana…

A distanza di un anno si scopre che Universo Beach è un bluff, potenzialmente dannosa per la salute dei bagnanti. Il materiale utilizzato è difforme dal capitolato d’appalto: non sabbia fine, ma un materiale compatto che non trattiene l’acqua e crea un effetto cemento.

De Luca, neo sindaco, ammette di “non aver avuto tempo di verificare nel dettaglio la situazione”. Non ha avuto tempo. Di controllare la spiaggia che lui stesso ha inaugurato un anno fa. E nel frattempo scarica la responsabilità sull’impresa appaltatrice, mentre l’impresa sostiene che materiali e opere sono stati approvati dall’amministrazione comunale.

La città entra in piena estate con la sua spiaggia pubblica più grande e più frequentata gravata del sospetto di non essere a norma. Migliaia di famiglie salernitane e turisti che avrebbero dovuto fruire di un arenile rinnovato trovano invece un cantiere, rimpalli di responsabilità e un sindaco che nomina consulenti tecnici esterni per capire cosa sia successo a un’opera che lui stesso ha inaugurato.

Tiriamo le somme. In meno di un mese, De Luca ha: negato la rottamazione alle famiglie in difficoltà scaricando su altri le responsabilità di un dissesto maturato sotto il suo governo; istituito una squadra di pronto impiego, una sorta di milizia personale per il controllo del territorio con poteri discrezionali sui ceti più deboli; trasformato la spiaggia più importante della città in un caso a inizio estate, con indagini in corso, ammettendo di non essere ancora aggiornato sulla vicenda.

Tre mosse. Tre simboli. Non di un’amministrazione che governa, ma di un sistema di potere preoccupato solo di fare comunicazione. La rottamazione negata è l’annuncio del rigore. Il N.O.S. è l’annuncio dell’ordine. La grana di Universo Beach viene nascosta sotto al tappeto. In tutti e tre i casi, il sindaco parla ai media. Non parla ai salernitani. E mentre si dedica con impegno al suo sport preferito, il taglio del nastro (ridicolo quello dei lavori di manutenzione straordinaria dell’ascensore pubblico di via Velia), la città sprofonda nella sporcizia e nel caos.

Terra Socialista e Risorgimento Socialista, attraverso il loro consigliere comunale Rino Avella, porteranno queste questioni nell’assemblea cittadina – quando essa finalmente si insedierà – senza sconti e senza diplomatismi. Avella è stato eletto per fare opposizione. E questa è l’opposizione che intende fare: concreta, documentata, radicata nei problemi reali della città.

Salerno merita di meglio di un sindaco che torna a casa propria e si comporta come se fosse il primo a governarla.

Associazione Terra Socialista

Risorgimento Socialista

 

 

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